La spiritualità costituisce l’esperienza profonda che ogni essere umano, a qualsiasi condizione culturale appartenga, fa quando scopre in se stesso la necessità di trascendere i propri limiti (fisici e di pensiero).
Mentre
l’essere umano può avvertire più o meno intensamente il bisogno religioso non
può mettere a tacere la voce della sua spiritualità soprattutto davanti a
quell’evento decisivo della sua esistenza che sono la malattia e la morte.
Per
spiritualità quindi si può intendere quell’itinerario che conduce direttamente
all’interiorità dell’essere umano dove sorgono le cosiddette domande
esistenziali: Chi sono? Da dove vengo? Cosa ci faccio qui? Dove vado? Domande
che conducono l’uomo a interrogarsi anche su tutto ciò che lo circonda.
L’uomo e
la sua spiritualità si aprono inevitabilmente alla questione del senso!
Oggi usiamo il termine SENSO pur volendo riferirci con esso ad un termine ancora più
esplicito, il termine VERITA’ quello che la
filosofia greca ci ha insegnato a denominare LOGOS (dal greco leghèin = legare) ossia, il senso che tiene legato ogni cosa.
La spiritualità consiste quindi in un processo di
generazione del LOGOS; tale processo è come un parto che struttura l’anima di
colui che genera secondo il “volto” di colui che è generato. È una
compenetrazione tra generato e generante, una pericorèsi, un
rovesciamento di uno nell’altro. Non si distinguono più generante e generato
perché appartengono alla stessa struttura di significato. Possiamo chiamare
questa struttura “amore” (in greco agàpe). La spiritualità è un movimento di amore dell’anima
per la Verità, e più l’anima ama la Verità, più la genera, e più la genera più la ama.
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