“ιατρός φιλόσοφος ισόθεος”
(Iatròs philòsophos isòtheos)
“Un medico filosofo è simile a un dio
(Ippocrate)

domenica 10 febbraio 2019

Un po di chiarezza sulla parola spiritualità


La spiritualità costituisce l’esperienza profonda che ogni essere umano, a qualsiasi condizione culturale appartenga, fa quando scopre in se stesso la necessità di trascendere i propri limiti (fisici e di pensiero).
Mentre l’essere umano può avvertire più o meno intensamente il bisogno religioso non può mettere a tacere la voce della sua spiritualità soprattutto davanti a quell’evento decisivo della sua esistenza che sono la malattia e la morte.
Per spiritualità quindi si può intendere quell’itinerario che conduce direttamente all’interiorità dell’essere umano dove sorgono le cosiddette domande esistenziali: Chi sono? Da dove vengo? Cosa ci faccio qui? Dove vado? Domande che conducono l’uomo a interrogarsi anche su tutto ciò che lo circonda.
L’uomo e la sua spiritualità si aprono inevitabilmente alla questione del senso!
Oggi usiamo il termine SENSO pur volendo riferirci con esso ad un termine ancora più esplicito, il termine VERITA’ quello che la filosofia greca ci ha insegnato a denominare LOGOS (dal greco leghèin = legare) ossia, il senso che tiene legato ogni cosa.
La spiritualità consiste quindi in un processo di generazione del LOGOS; tale processo è come un parto che struttura l’anima di colui che genera secondo il “volto” di colui che è generato. È una compenetrazione tra generato e generante, una pericorèsi, un rovesciamento di uno nell’altro. Non si distinguono più generante e generato perché appartengono alla stessa struttura di significato. Possiamo chiamare questa struttura “amore” (in greco agàpe). La spiritualità è un movimento di amore dell’anima per la Verità, e più l’anima ama la Verità, più la genera, e più la genera più la ama.

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