“ιατρός φιλόσοφος ισόθεος”
(Iatròs philòsophos isòtheos)
“Un medico filosofo è simile a un dio
(Ippocrate)

giovedì 28 febbraio 2019


Il consenso informato


Il consenso informato è il nuovo paradigma in cui inscrivere il rapporto medico - paziente. Per capirne di più ed orientarsi nelle problematiche connesse a questa nuova ottica, un ottimo strumento è il seguente testo di Paola Binetti.

Risultati immagini per Paola Binetti il consenso informato


Alcune sintetiche indicazioni tratte dal libro:


·               La pratica del consenso informato pone al medico nuovi obiettivi anche sul piano dell’educazione del paziente, che diventa parte integrante del processo di cura (Binetti 2010, p. 26).
- spiegare le cose;
- utilizzare un linguaggio accessibile;
- mettere in campo una profonda onestà intellettuale, necessaria per valutare e prospettare le alternative possibili.

·        È  necessario che il medico, proprio per essere miglior medico, torni ad essere anche doctor philosophiae, come è accaduto per molti secoli, perché non può certo sottrarsi alle eterne domande che dietro il concetto di salute e malattia, di vita e di morte, pongono anche interrogativi sul bene e sul male, sul vero e sul falso (Binetti 2010, p. 29).

·            Necessità di un approccio multi- e trans-disciplinare alla formazione del medico e alla malattia del paziente.

·        L’esperienza di questi ultimi anni ci mostra quanto sia facile fermarsi all’impatto emotivo che certi problemi spesso presentano e accontentarci di risposte rassicuranti, che non mettano in discussione le nostre certezze personali e professionali (Binetti 2010, p. 31).

·      Il diritto alla salute. È tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. Si tratta di un diritto, che a sua volta rimanda ad altri due diritti: quello alla vita e quello all’autodeterminazione. I tre diritti rappresentano un unico asse intorno al quale ruota la nostra esistenza. Vanno presi in considerazione sapendo che possono articolarsi in modo diverso nelle diverse circostanze dell’esistenza (Binetti 2010, p.33).

·        Il medico deve diventare o tornare ad essere, maestro di educazione sanitaria, senza saccenteria e supponenza, ben sapendo che prevenzione, cura e riabilitazione passano sempre attraverso il filtro di una conoscenza consapevole dei modi e dei fini a cui tende ogni terapia (Binetti 2010, p.33).

·        Davanti alla minaccia di una medicina dis-umanizzata si propone una medicina umanistica, personalistica, caratterizzata da una antropologia scientifico-metafisica, che parta sempre dalla domanda essenziale su chi è l’essere umano, per riflettere sulla realtà della malattia e sulla qualità del rapporto di cura. Il fondamento metafisico a cui si vuole tornare in modo consapevole permette di contenere il rischio di un relativismo etico strisciante, che sta ribaltando dalle sue fondamenta il senso stesso della medicina (Binetti 2010, p. 34).


Nessun commento:

Posta un commento

In questo blog si vuole parlare del dialogo possibile tra due " arti", la medicina e la spiritualità che per troppo tempo hanno...